De-menti emotivi

Il demente emotivo (d.e.) non è un individuo sensibile affetto da demenza ma colui che, senza dolo e senza colpa, tende a rimuovere inconsapevolmente determinate emozioni.

 (Demente: dal latino demèntem accusativo di demèns composto della particella de via da, indicante allontanamento, e mens mente.)
 La demenza emotiva presuppone un forte sentimento. I due inseparabili compagni sono legati da un rapporto direttamente proporzionale. Più intenso il sentimento, più grave la demenza.Le emozioni più gettonate dal d.e. sono la rabbia, la tristezza e la gelosia. La demenza emotiva non colpisce proprio tutte le emozioni, e questo permette al d.e. di vivere decorosamente.
Il d.e. gode di una certa simpatia perché solitamente non è piagnone e trova spesso un compromesso. Se ti dice “non c’è problema” è di certo sincero. Il d.e. è un compagno ideale.
 Considerate le premesse si direbbe che tale patologia non debba essere così terribile: nessun rancore dopo un litigio, no ai travasi di bile quando se ne va con un’altra, nessuna lacrima pensando alla morte di Artax mentre attraversa le paludi della tristezza.
Invece no, ti consuma lentamente perché il lasso di tempo che intercorre tra evento che scatena l’emozione e il momento dell’oblio dura qualche giorno, ma l’intensità di ciò che si prova è deflagrante e assoluta. Amplificata.

Il d.e. corre una maratona emozionale che ciclicamente si trasforma in una gara di velocità. Il d.e. non riposa mai.

Gli effetti collaterali della demenza emotiva sono la perdita di autostima, l’incapacità di staccarsi dalle situazioni scatenanti e un inesorabile e precoce invecchiamento della pelle.

Qualche d.e. prova ad addomesticarsi e lo fa scrivendo sul “taccuino delle emozioni” tutto ciò che prova durante i giorni di fase acuta speranzoso di non dimenticare lo strazio, il dolore, il turbamento di quei momenti. Lo fa perché è certo che la prossima volta, di fronte alla persona che ha generato l’emozione, sarà in grado di esprimere il suo disagio, affrontarlo e risolverlo.

Purtroppo è un eterno rincorrersi di prossime volte. All’infinito.

Arrivederci alla prossima…

Lascia un commento