il dolore del ritorno

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Parlare della mia famiglia non è tanto semplice; essa è, come tutte le altre comunità, formata dal papà e dalla mamma e dai figli, che si aiutano a vicenda e restano uniti nella gioia e nel dolore. Non c’è una legge che regoli i nostri rapporti, viviamo tutti uniti dall’affetto e dal sentimento morale. La mia famiglia oltre ad essere composta dal papà e dalla mamma comprende gli zii e la nonna. Quando siamo a tavola o a pranzare pensandoci non sembra una famiglia antica. Un tempo il più anziano era il capofamiglia. Nella mia famiglia però chi governa tutto è il mio papà. Egli è un uomo severo e quando dice una cosa bisogna eseguirla senza fare domande. La mia famiglia non è sempre in pace, ma come in tutte le altre avvengono discussioni che si possono definire con il nome di temporale domestico. Questa è un po’ la descrizione della mia famiglia e dei suoi componenti.

Tema “La mia famiglia”. Franco, 13 anni. 7 gennaio 1961

 

In piedi

I miei piedi trottano veloci, a volte si distraggono ma sanno sempre dove vogliono andare.

I miei piedi piangono, se li obblighi, e sorridono quando si costringono in scarpe alte e rosse.

Sono freddi e ti vogliono toccare, ma per sfiorarli devi chiedere il permesso.

I miei piedi sono permalosi, non li puoi criticare. Si rifiutano di essere leziosi ma vogliono che tu li aduli.

Camminano dietro di te, aspettando di viaggiare al tuo fianco. Non si stancano.

I miei piedi si consumano nell’attesa.